CHANEL N° 5 – Il mito

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Un ricordo di sé. Indimenticabile.

E’ nel 1921 che Coco Chanel cominciò a pensare di introdurre una fragranza con il suo nome  e fu  così che incaricò il chimico Ernest Beaux, il compito di questa realizzazione. Grazie all’uso delle essenze sintetiche, le aldeidi i profumi erano straordinariamente persistenti, a differenza degli altri che dovevano essere dosati in gran quantità e la cui essenza tendeva a svanire in breve tempo. Chanel, che all’epoca aveva 38 anni, commissionò il profumo scostandosi, secondo il suo stile, dalle convenzioni dell’epoca. “Non voglio nessun olezzo di rose o mughetto” spiegò Chanel, “voglio un profumo intenso ed elaborato“. Allora i profumi femminili erano basati principalmente sull’essenza di un unico fiore, mentre per questa fragranza  fu creato un bouquet provocante, “da alcova”, basato su muschio e gelsomino e il risultato fu un profumo totalmente nuovo, che non assomigliava a nessun altro sul mercato. Era sensuale e persistente, ma soprattutto non riconducibile a nessun’altra essenza specifica o conosciuta. Il profumo conteneva un’aldeide, il 2-méthylundécanal4, tra un totale di 80 ingredienti;  un composto sintetico con l’aroma di arancia e all’epoca, questo genere di ingredienti, non erano assolutamente diffusi fra i profumieri. Quanto commissionata da Coco Chanel fu la quarta essenza della storia della profumeria, a fare uso delle aldeidi, dopo Reve d’Or  e Floramye  entrambi del 1905  di Pierre Armingeant , di Geaiges Darzens e il più noto Quelques Fleurs di Robert Bienaimé  del 1912,  che Ernest Beaux aveva studiato e imitato proprio per la sua grande bravura.

Anche il suo nome  era innovativo: N° 5. Pare che Chanel lo avesse scelto dopo avere odorato la quinta boccetta d’essenza di prova che Beaux aveva preparato e quando le fu chiesto che nome intendesse dare alla fragranza, Chanel rispose: “Ho lanciato la mia prima collezione il 5 maggio, il quinto mese dell’anno, lascerò che questo numero gli porti fortuna”. Era nato Chanel n. 5. Il profumo ottenne un immediato successo e aprì a Coco Chanel la strada alla produzione industriale di profumeria. Nel 1924 la stilista stipulò un contratto con Pierre Wertheimer, proprietario di Les Parfumeries Bourjois (la più famosa casa francese cosmetica del tempo), per creare una nuova società, Les Parfums Chanel, cedendo i diritti della produzione del profumo e la sua gestione a livello internazionale in cambio del 10% delle azioni. Durante la seconda guerra mondiale, i soci de Les Parfums Chanel  fuggirono negli Stati Uniti e per diversi anni continuarono la produzione del profumo presso Hoboken, in New Jersey.

Riuscirono a mantenerne intatta la qualità grazie a H. Gregory Thomas, ex presidente della casa di profumi Guerlain, che tornò in Europa e riuscì a procurarsi le essenze botaniche di gelsomino e di rosa di Grasse, luogo dal quale provenivano le materie prime del profumo fin dalla sua nascita. Il fatto che la qualità del profumo non si fosse abbassata durante la guerra, fecero diventare Chanel N. 5 un simbolo di lusso sia negli Stati Uniti che in Europa, Germania compresa e ciò viene considerato uno dei motivi che ne decretarono il successo, per un periodo così lungo. Durante la guerra il profumo fu distribuito anche attraverso gli spacci militari dell’esercito statunitense, i Post Excange, esentasse e ciò contribuì ad aumentarne la diffusione presso la classe media, a dispetto del carattere esclusivo e di lusso che Coco Chanel aveva voluto attribuirgli alla nascita. La confezione era una semplice bottiglia da farmacia trasparente, in vetro pregiato o, per i clienti più importanti, in cristallo, con un’etichetta minimale bianca e nera.

Seguendo la nascente tendenza ad utilizzare flaconi in stile modernista, si differenziava dalle tradizionali ed elaborate boccette di profumo riccamente decorate come quelle, all’epoca molto apprezzate, della cristalleria Baccarat e di René Lalique.

 

 

Il flacone di Chanel No. 5, nel corso degli anni è diventato un oggetto talmente identificabile che Andy Warhol decise di commemorare il suo stato di icona a metà degli anni ottanta, con l’opera pop intitolata “Ads: Chanel”, una serie di serigrafie ispirate a pubblicità del profumo, apparse fra il 1954 e il 1956. Certo Chanel N° 5 non aveva bisogno di Andy Warhol per essere consacrato mito senza tempoma essere stato preso come soggetto di opere da parte del fondatore della pop art, ha sicuramente sottolineato e sostenuto questa favola senza tempo.

 

 

Chanel N° 5 è considerato uno dei profumi più celebri della storia nonché, verosimilmente, il più venduto di sempre con oltre 90 milioni di flaconi.

 

di Giovanna Cappuccio

chanel.com

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