Via dalla pazza folla

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Castiglione del Bosco. Alla scoperta di un nuovo, esclusivo country resort nella campagna toscana. Con eliporto, Ferrari e golf club privato

Il non plus ultra dell’ospitalità in un ambiente unico e inimitabile. Ecco quello che aveva in mente Massimo Ferragamo, presidente di Salvatore Ferragamo USA, quando ha acquistato e avviato la ricostruzione di Castiglion del Bosco, superbo resort diffuso in una location a dir poco incantevole: un antico villaggio toscano in Val d’Orcia  a 12 km da Montalcino, un centinaio da Firenze, e trasformato in spettacolare struttura alberghiera circondata da più di 1800 ettari di verde. Con nove antichi poderi sparpagliati qui e là rimessi a nuovo come raffinate ville, più 23 suite da favola nel borgo: tutte arredate con tipico gusto country chic da Chiara Ferragamo, moglie di Massimo e dall’interior design Teresa Bürgisser Sancristoforo.

La storia di questo suggestivo angolo di Toscana parte da lontano, dal 600 A.C. con i primi insediamenti etruschi, poi dalla via Francigena, che faceva passare i pellegrini diretti a Roma da Canterbury proprio attraverso questo borgo. Quindi dal castello del 1100, di cui rimangono i ruderi sulla sommità del colle, senza contare la deliziosa chiesetta del 1300, che dietro l’altare mostra ancora ben conservato un suggestivo affresco di Pietro Lorenzetti. Ma è tutto il territorio circostante, l’immenso polmone verde della Val d’Orcia che, Area Naturale Protetta dal 1996 e in seguito dichiarato dall’UNESCO Patrimonio Mondiale dell’Umanità, a rendere questa tenuta assolutamente speciale. Una tenuta tutta da sorvolare, magari con apposita mongolfiera, e che invita a riposanti passeggiate sbirciando caprioli, cinghiali o cavalli in libertà. Chi vuole e previa richiesta di iscrizione (si tratta di un Club privato  e riservatissimo) può anche giocare a golf, visto che all’interno della proprietà figura un riposante campo da 18 buche  progettato dal campione Tom Weiskopf in persona. Per chi invece vuole andare alla scoperta del territorio circostante, di Siena o Firenze ad esempio, la struttura mette perfino a disposizione due fiammanti Ferrari, una Modena e una F430.

I più pigri invece, quelli che arrivano in elicottero al comodissimo eliporto, preferiranno sicuramente non abbandonare la panoramica infinity pool del resort o delle singole ville (nelle quali fra l’altro, si può perfino chiamare lo chef a cucinare qualcosa, anche solo una pizza, al momento), approfittando tutt’al più del modernissimo e attrezzato centro fitness o della Spa firmata Daniela Steiner. Ma, visto che siamo nella zona vocata del Brunello di Montalcino, e lo si capisce chiaramente dalla quantità di vigneti circostanti, possiamo perfino degustare (rigorosamente su prenotazione) qualcuno dei vini prodotti all’interno della stessa tenuta, nell’apposita azienda vinicola a pochi passi. In testa un ottimo Brunello, appunto, con etichetta Castiglion del Bosco. Lo stesso che amici e soci di Massimo Ferragamo lasciano riposare fino alla completa maturazione all’interno di una strabiliante e tondeggiante quanto esclusiva Biblioteca del vino, un caveau protetto e riservato di fianco alla barriccaia.

I piaceri del gusto non finiscono certo qui. Proseguono, questa volta nel borgo, all’interno o esterno, secondo la stagione, del ristorante gastronomico Il Campo del Drago e dell’Osteria La Canonica. Entrambe le insegne rientrano sotto la gestione del bravo chef Elio Sironi (ex  hotel Bulgari a Milano) che alterna piatti di ricerca a ricette tipiche della tradizione toscana. E’ sempre lui a gestire e coordinare le cooking class private, dedicate ai gourmet più curiosi, intenzionati a misurarsi con specialità soprattutto locali.

 

 

di Michele Monti

castigliondelbosco.com

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