Beauty and the Beast

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La Fondazione Valmont, come già nel 2015, rinnova il suo stretto legame con l’arte patrocinando, per tutta la durata della Biennale di Venezia, una mostra di due talentuosi artisti. Ispirata dal famoso racconto, è una mostra d’arte contemporanea sull’ incontro fra l’uomo e la potenza della natura.

La mostra d’arte “Beauty and the Beastè allestita a Palazzo Tiepolo Passi, uno splendido palazzo del  XVI secolo affacciato sul Canal Grande e presenterà opere di Judi Harvest e Quentin Garel, in una cornice narrativa che parla del destino dell’umanità. L’esposizione si propone di affrontare un tema molto attuale e di grande importanza: il rapporto stabilito dagli esseri umani con la natura.

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Le potenti opere di Quentin Garel (disegni e sculture in legno o bronzo di animali selvaggi e scheletri fossili di creature preistoriche) incarnano gli uomini nella forma “della bestia”, che allude contemporaneamente a due dimensioni: da un lato l’inseparabile ed ancestrale grado di parentela che ci lega alle   altre   specie,   dall’altro la sistematica perdita di “umanità” della   nostra razza.  Gli  Uomini,   che possono esseri generosi e che voglio essere amati, sono invece catturati in un malefico incantesimo: il desiderio di potere. Ciò li porta a cercare di piegare e sottomettere la natura ai loro obiettivi, aprendo così la strada alla sua distruzione, che si rivela poi essere pura autodistruzione: la natura è molto più potente.

Quentin Garel è nato nel 1975 a Parigi, dove attualmente vive e lavora. Dopo aver terminato la laurea presso la Scuola Nazionale Superiore di Belle Arti di Parigi, una borsa di studio presso l’Art Institute di Chicago e un soggiorno di due anni alla Casa Velasquez a Madrid, Quentin Garel lavora a Parigi ad opere di grande prestigio e il suo talento è riconosciuto a livello internazionale. Le sue più recenti mostre personali sono “Le Magicien d’Os: Scultures par Quentin Garel”, Musée National d’Histoire Naturelle di Parigi, nel 2016, e Bestiary”, presso la Bertrand Delacroix Gallery, a New York nel 2014. Un’installazione di tre grandi sculture, commissionate dalla Regione, è stata inaugurata nel Parco Chemin de l’Isle, appena fuori Parigi, nell’ottobre 2015.

 

 

Le straordinarie opere create da Judi Harvest rappresentano il regno delle Api e incarnano “la Bellezza” della natura nel suo aspetto di una relazione cooperativa ed equilibrata, ma allo stesso tempo, fragile e meravigliosa. Le api sono messaggere della natura, le antenne dell’ambiente. La vita delle api e la nostra dipendono dal loro incredibile lavoro che determina l’esistenza e la proliferazione di un numero enorme di piante. Gran parte della nostra sopravvivenza quotidiana è legata all’impollinazione indiretta prodotta proprio delle api: il nostro cibo, circa un morso ogni tre di cibo che mangiamo oppure i nostri vestiti, come nel caso del cotone per i tessuti.

Nata e cresciuta a Miami, in Florida, Judi Harvest vive e lavora tra New York e Venezia. Crea sculture, quadri, video ed installazioni ispirate dalla fragilità della vita e dalla ricerca della bellezza. Secondo questa straordinaria artista non esiste differenza fra l’arte e la vita. Nel corso della sua carriera Judi Harvest è stata protagonista di 15 mostre personali a Venezia. Dal 1987 al 1992 ha vissuto e lavorato a Venezia dove ha studiato approfonditamente le tecniche di lavorazione del vetro di Murano. Preoccupata per la questione ecologica di Colony Collapse, è diventata un apicoltore nel 2006. Judi Harvest espone in modo permanente a Valencia, presso IVAM, Istituto Valenciano di Arte Moderna. Ha creato tre opere pubbliche realizzate in vetro di Murano ed esposte a Venezia: “Fragmented Peace”, del 2003, installato presso la fermata del vaporetto di Vallaresso, “Luna Piena / Full Moon, del 2005 e “Venetian Satellite” del 2006, esposto per la prima volta al Caffè Florian in Piazza San Marco ed attualmente esposto a New York nella hall del West Chelsea Arts Building.

Il progetto espositivoBeauty and the Beastesplora i temi dell’amore e della redenzione, mettendo in scena l’incontro fra l’Umano/Bestia con le Api/Bellezza della Natura. L’esempio armonioso e positivo delle Api potrebbe rompere l’incantesimo in cui sono intrappolati gli esseri umani, ma sarà il messaggio abbastanza forte solo quando il pericolo di estinzione sarà irreversibile, arrivando quindi al loro sacrificio? Sarà allora la catastrofe irreversibile anche per il genere umano?

La mostra “Beauty and the Beast“, attraverso l’adozione di un paradigma narrativo, si propone in primo luogo di essere comprensibile e piacevole per un pubblico di qualsiasi età, compresi i bambini. Attraverso molteplici livelli di lettura, l’esposizione trascende l’arte stessa ed intende offrire l’esperienza concettuale, artistica e visiva di un tema importante per il futuro del genere umano.

Fondation Valmont , patrona dell’arte e della bellezza, è il quarto pilastro del Gruppo Valmont  dedicato  all’arte  contemporanea.  Didier  Guillon,  presidente  e  direttore artistico  del  Gruppo  Valmont,  ha  creato  questo  pilastro  come  espressione  della passione per l’arte che caratterizza la famiglia Guillon da oltre un secolo. Degno erede di una lunga serie di collezionisti, esteti e mecenati, Didier Guillon continua, attraverso la Fondation Valmont, una lunga eredità famigliare. Tutto inizia con Charles Sedelmeyer mercante d’arte noto nella scena di Parigi tra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX secolo. Altra figura artistica di riferimento è Stanislas Lami, bisnonno di Didier Guillon e scultore. Immerso in questo universo ed educato al gusto del raro e del bello, Didier Guillon ha sviluppato precocemente un amore appassionato per l’arte. La sua sensibilità artistica si è nutrita e forgiata visitando gallerie, mostre e studi di artisti, frequentati sin dall’infanzia insieme al nonno. Una passione che, come un fil rouge, Didier Guillon intende trasmettere anche ai suoi tre figli Capucine, Maxence e Valentine. Questo profondo impegno famigliare per l’arte contemporanea è incarnato dalla Fondation Valmont che comprende oltre 200 opere d’arte, circa una trentina di artisti e numerosi nuovi talenti scoperti e sostenuti proprio grazie all’opera della fondazione. Fondation Valmont organizza mostre d’arte contemporanea in tutto il mondo con l’obiettivo di estendere il più possibile l’esperienza dell’arte e della bellezza.

The Dialogue of Fire. Ceramic and glass masters from Barcelona to Venice”, evento collaterale della 56° Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia del 2015.

El Cuor No Se Vende, al Museo Historical Archives di Hydra, estate del 2016, sono alcune delle iniziative più importanti supportate finora. In entrambe le esposizioni Didier Guillon ha assunto il ruolo di curatore per portare una nuova prospettiva nel mondo dell’arte, metterne in discussione i codici più tradizionali e promuovere una nuova scena artistica.

Sarà un piacevole intermezzo durante le escursioni veneziane e puntate alla Biennale, “un giro” a Palazzo Tiepolo Passi per scoprire la potenza della natura e dell’uomo che, in un mondo utopico, potrebbero fare grandi cose insieme …

 

 

 

di Giovanna Cappuccio

 

 

 

 

fondationvalmont.com 

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